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PARANORMAL ACTIVITY GERMANY

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

PREFAZIONE

La storia inizia a Freising (Profonda Baviera) nell´ottobre 2011, con due sposini che si trasferiscono in Germania per scelta e alla conquista dei propri sogni.

Si innamorano subito di una casa, piccola ma carina. Il quartiere, modello Wistiria Lane di Desperate Housewives li rapisce sin dal primo momento e così decidono di trasferirsi lì.

Trasloco, pacchi, scartoffie, burocrazia… insomma, tutto procede come da manuale, ma durante la permanenza iniziano a verificarsi degli strani eventi.

CAPITOLO UNO – PARANORMAL ACTIVITY – I VICINI –

10 FRASI CHE CHI EMIGRA SI SENTE RIPETERE

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

Ormai sono anni che sono via dall´Italia, ma ogni volta mi sento rivolgere le stesse domande o le stesse affermazioni, ora, due son le cose: o sono io che ho cambiato le mie priorità e allora non capisco il fervore nel chiedere ripetutamente certe cose, o c`è un` epidemia di alzheimer che galoppa tra le persone che conosco.

Esausta e sfiancata ho stilato la mia top ten…  e vi prego, ditemi che capita anche a voi!

10 frasi che mi sento ripetere!

1) ” Allora come si sta in mezzo ai crucchi?”

Ogni volta che mi sento rivolgere questa domanda mi si gela il sangue nelle vene, mi viene un brivido dietro alla schiena, le vertigini, il fiatone, mi si gonfiano le vene sul collo, e sento delle voci nella testa che mi dicono “È lui il detentore del male, uccidilo!!!”.

Ecco, passati questi primi minuti, se riesco a non menar le mani, la prima risposta che mi viene in mente è sempre la solita: ma guarda, non saprei… le gang bang non le pratico, se vuoi però m´informo e ti faccio sapere quando ne organizzano una, così provi e mi fai sapere! 

La seconda risposta potrebbe essere “Allora, come si sta in mezzo agli italiani?”, ma la trovo talmente stupida che mi sentirei meno in imbarazzo se presenziassi ad un comizio politico di Flavia Vento.

Per finire… mi immagino la testa del mio interlocutore esplosa su una parete, tiro un bel sospiro e rispondo “bene, in mezzo ai crucchi, sto bene”.

Peccato non essere uomo, almeno potrei giocarmi la carta dell´Oktoberfest e dire che in mezzo ai crucchi si sta così:

Immagine presa da Internet

Immagine presa da Internet

 

NON CHIAMATELO CHEF, CHIAMATELO GABRIELE, IN ARTE CHEF RUBIO.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Cucina, Salotto

Gabriele Rubini è un figo. Punkt. “Chef Rubio”, per il mondo, è un figo. Aripunkt.

Gabriele Rubini - Chef Rubio

Gabriele Rubini – Chef Rubio

E non è solo una questione estetica, quella è soggettiva, quest’omaccione baffuto e tatuato può piacere e può non piacere, ma quando ci parli ti rendi conto che quello che è veramente figo è ciò che ha dentro, e ciò che ha da dire.

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