BERLINO: LE BALENE POSSONO VOLARE, I SOGNI ANCHE.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Fuori casa, Laboratorio

Non spesso pubblico storie di altre persone, non perché io sia egocentrica (sì dai un pochino), ma perché penso che il web sia già zeppo di blog e siti che le raccontano (Italiansinfuga, Mollotutto ecc… )Io sarei solo una in più. E non mi piace essere un numero.

Quindi quando le pubblico è perché sono persone in cui credo veramente e fermamente, Andrea, Gabriele e ora lei: Francesca.

francesca

Appare nella mia vita un paio di anni fa, con un messaggio su fb, doveva partire per la sua nuova vita a Berlino e la stavano “scoraggiando”, aveva letto qualche mia intervista dove parlavo proprio di questo e voleva confrontarsi.

Qualcosa mi aveva colpita, forse qualche frase qua e là buttata in romanesco o il suo modo di scrivere. Sta di fatto che la accetto tra le mie amicizie su profilo privato e iniziamo a leggerci a vicenda, i suoi post mi tagliano dalle risate, il suo modo di scrivere ogni tanto mi urta per la schiettezza violenta e ogni tanto mi ricorda come ero io all´inizio della mia avventura in Germania.

Violenta. Nel pensiero e nell´esprimerlo. Non mi tenevo un cecio in bocca pur di tirar fuori le mie emozioni per la nuova vita.

Ma lei oltre all´evidente capacità di vomitare i suoi pensieri in maniera così attraente, ha dalla sua quell´origine romana che ti leva la possibilità di risponderle a tono. O meglio ci provi, ma sarà sempre Davide contro Golia: o a 1 sempre a suo favore.

La seguo, leggo la sua vita tra gioie e dolori, dolori grossi che leggo a distanza e che mi fanno paura. Mi fanno paura perché io in quel momento sto vivendo quello che avrebbe dovuto vivere anche lei, se la vita non avesse deciso di presentarle un conto amaro. Vorrei cercare delle parole di conforto, ma che conforto puoi dare a parole a una che senti che sta cercando di ricomporsi, di ricomporre le sue di parole?

Per capire di cosa sto parlando vi rimando a questo post: un mese e un giorno.

I suoi post man mano cambiano, capisco che è concentrata su altro. La leggo eccitata, stanca, a volte sconfortata, ma sempre carica.

Questo altro ha un nome, non è un uomo, non sono borse o scarpe, non è un viaggio, è di più, un sogno che va a gattoni e mi sembra si stia pian piano alzando in piedi:

Le balene possono volare”.

“Wow” mi dico… e che storia è questa?

Le scrivo con la bava alla bocca per la curiosità, e tra una foto di Giga e l´altra le strappo la promessa di raccontarmi questa nuova sua avventura!

La lascio a voi, scritta da lei, nella speranza che Francesca possa essere d´ispirazione e di esempio come lo è stata per me, per la sua forza e la sua caparbietà e per la sua voglia di mettersi in discussione e cambiare.

(cazzarola sembra uno di quei discorsi che si fanno nelle cerimonie e iniziano con “the winner is”… ma in fondo è proprio questo il concetto)

“Non mi sono dimenticata del tuo “mi racconti come è andata?” e del mio “certo, non appena ho un attimo di tempo”.

Incredibile ma vero, sembrerebbe essere arrivato questo attimo di tempo.

Vediamo, oggi sono esattamente 2 anni e mezzo (qualcosa di meno) che sono a Berlino e se ripenso al  mio arrivo qui mi viene in mente il Castello di Charlottenburg, i miei cani maleducati, se paragonati ai soldatini tedeschi, mio marito che trova lavoro in 24 ore e la solitudine di giorni che sembravano una lunga vacanza ed invece erano una nuova vita.

Poi mi viene in mente una ragazza, Paolina, amica di una mia amica di Roma, che mi viene incontro cavalcando  una bici con carrello enorme al seguito e due bellissime e biondissime bambine dentro, un’oretta trascorsa insieme alla Spielplatz e chiacchere tra neo berlinesi (Ricordati questa figura, perché a breve tornerà)

Poi c’è stato il trasferimento dalla casa vacanza alla casa “vera” ed i miei timidi approcci col mondo del lavoro.

Online marketing, qualche ora come cameriera ai piani (ma troppo faticoso e decisamente sottopagato per i miei gusti) e qualche mese in un piccolo negozio/ristorantino italiano.

Nel frattempo ho avuto la sfortuna di sperimentare cosa significhi perdere un bambino ancora prima di metterlo al mondo ma di questo ne ho parlato già abbastanza e per il resto c’è la psicoterapia.

Scopro in quel periodo drammatico, in cui la mia vita si è fermata per ripartire più forte di prima, che scrivere e leggere sono le uniche cose in grado di salvarmi.

Del resto, ognuno si salva come può è una frase che piace spesso ripetere e che dovrò decidere di scrivermi sul corpo, un giorno o l’altro.

E così mi iscrivo ad un corso di Scrittura Creativa in italiano e questo insegnante tatuato e dagli occhi scuri mi dice che “scrivere è sofferenza” ed io penso che ci siamo, o meglio, la lunghezza d’onda c’è.

Così scrivo e per la prima volta non solo per me stessa, scrivo per farmi correggere e criticare ed aiutare. Scrivo per scoprire che non posso fare a meno di ripetermi, scrivendo e cercando di limitarmi nel farlo. Di snellire.

Dove sto andando a parare? Ah sì, scrivendo e soffrendo diventiamo amici e Le Balene Possono Volare, i laboratori creativi che Mattia (così si chiama quell’ insegnante) aveva creato un anno prima, diventano la mia isola che non c’è, tanto che pur continuando a frequentarli da alunna, inizio ad aiutarlo anche nella gestione. Alla Scrittura Creativa si aggiunge il Teatro, la Regia, l’Illustrazione ecc.

Ed è quindi da un anno che cerchiamo di far volare questa Balena, togliendo zavorre, facendola planare quando ha bisogno di riposo e soffiandole aria sotto la pancia.

Vi sembra facile? Non lo è.

Nel frattempo a bordo della Balena sale anche Paolina che inizia anche lei a frequentare i corsi di Scrittura, si innamora del progetto e ci propone di trasformarlo in qualcosa di diverso.

Tu avevi un sogno da bambina? Il mio era lavorare in mezzo ai libri. E poi crescendo, e frequentando i primissimi (e rarissimi purtroppo) Caffè Letterari di Roma, il mio sogno è diventato quello di poter aprire un posto simile: in cui si potesse leggere, bevendo un caffè o un bicchere di vino e mangiando una fetta di torta o una tartina. Il Bibli caffè di Trastevere era l’esempio perfetto, ma purtroppo ha chiuso da un po’ di tempo.

Ecco fatto, lo stesso sogno, un seme germogliato in tre sensibilità diverse che diventa uno.

E Le Balene Possono Volare spiccano il volo e diventano una GmbH (scusa il calo di romanticismo), trovano una sede, 114 mq a Neukoelln in cui ospitare Caffè, Libreria italiana, sede dei Laboratori Creativi: il Wale Cafè.

lebalene-logohome

Purtroppo il locale scelto non era già Anmeldato per essere un Caffè quindi la burocrazia ci ha messo tra le ruote bastoni fatti di attese e passaggi complicati, in più il nostro progetto era complicato e non facilmente catalogabile: vogliamo vendere alcool, fare da mangiare ma anche essere una libreria e una scuola e gli impiegati del Bauamt si sono messi le mani nei capelli J

Ma noi lo abbiamo voluto esattamente come era nei nostri sogni e per averlo così, non ci siamo risparmiati lavori strutturali anche importanti.

Ci sono stati momenti di scoramento, in cui i nervi erano a fior di pelle e ci guardavamo in faccia pensando “staremo facendo la cosa giusta?” evitando magari di dircelo, momenti in cui le lacrime e la fatica hanno avuto il sopravvento e in cui le incomprensioni erano all’ordine del giorno, ma anche esplosioni di gioia  ai primi ordini recapitati, alle visite dell’Ordnungsamt filate lisce, davanti alle mura dipinte da noi e ai complimenti degli amici che passavano a dare un’occhiata.

Siamo una squadra e ci amiamo perchè amiamo il nostro averci creduto e il nostro aver detto “Perché no? Proviamoci.”

Credo che pensare a questo ci aiuti a superare anche i momenti peggiori.

Personalmente, pensare alla parte emotiva e sentimentale della cosa, mi ha decisamente tirata fuori da baratri profondi in cui non sono riuscita a non scivolare.

Ora che ti scrivo non siamo ancora operativi, la sede per ora svolge la funzione di ufficio e di sede di  molti  laboratori, nel frattempo  i lavori e l’arredamento sono quasi completati: dovremmo essere in dirittura d’arrivo e poter aprire tra qualche settimana.

I sogni sono faticosi ma realizzarne uno pezzo dopo pezzo, pennellata dopo pennellata è la fortuna più grande che mi sia capitata negli ultimi anni.

Francesca Addei.

Eccomi di nuovo a ricordarvi, a voi fortunati che siete a Berlino e a chi è di passaggio che “Le Balene possono volare” aprirà il 9 gennaio e sarà sicuramente la prima tappa del mio prossimo viaggio a Berlino!

Vi lascio i link utili :

Wale Cafè – video 

Le Balene possono volare – Gruppo pubblico Fb

Wale Cafè – Pagina fb 

email: info@lebalenepossonovolare.com

Francesca

Francesca

Simona

Tags: , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Contatti


Seguimi su:

Altre informazioni

Il blog non vuole essere uno spazio dove dare giudizi sui sistemi dei paesi, ma ha come scopo la condivisione di informazioni e il dibattito.
In soldoni ...niente “è meglio di qui” “è meglio di lì”. Ognuno sceglie ciò che è meglio per se stesso.
L'espressione corretta è EINEN ESPRESSO BITTE.... ma permettetemi questa licenza poetica :-D

Logo di EinEspressoBitte by Fabio Cento "

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via email. Saranno immediatamente rimossi.L'autore del blog non è responsabile dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo.

Copyright 2013 EinEspressoBitte Simona Luddeni
Dr. Selmair Ring 6a 85456 Wartenberg- ID 53071594269
-

Facebook

LinkedId