BILANCIO DI 3 ANNI E MEZZO IN GERMANIA.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Salotto

Mese più, mese meno… ho passato il giro di boa dei tre anni!

Se mi fermo un attimo a pensare, sembra ieri che mio marito mi proponeva questa cosa di spostarci in Germania, e io che rimanevo a fissare il vuoto con un turbinio di pensieri e domande!

Non era passato molto tempo dal culo a tarallo (passatemi il francesismo) che mi ero fatta per superare un concorso nella mia Regione, studiando giorno e notte nei ritagli del lavoro, ricordo ancora le pause di un´ora precisa nelle quali aprivo il libro e cominciavo a ripetere, e ogni pagina fatta in quell´ora era una pagina di meno per la notte.

Non era passato neppure molto tempo dal mio accorgermi che quel nuovo lavoro poco mi si addiceva, per carattere e per pochi anticorpi al sistema pubblico italiano.

Non era passato neanche molto tempo da un brutto episodio di salute che mi aveva cambiato profondamente, episodio al quale devo la persona che sono adesso (difetti compresi :D)

Insomma, non era passato molto tempo… ma forse era arrivato il tempo giusto per cambiare tutto!

E così fu! Un “sí”, quasi importante come quello pronunciato al mio matrimonio, la comunicazione a parenti e amici, e la mia vita che finiva negli scatoloni.

Immagine presa da Internet!

Immagine presa da Internet!

In ordine, per tipologia di cose, come se la vita si potesse rassettare e inscatolare 😀

Mi ricordo che non riuscivo a buttare nulla, ero ancora legata alle cose materiali (ah sciocca!), come se portarsi dietro tutto fosse una sorta di sicurezza.

E ricordo il citofono che suona alle 6.45, e dall´altra parte chi doveva caricarsi nel camion la mia vita, (maledetti, avevano detto alle 7, io ero ancora in pigiama!), il primo approccio col tedesco, con quelle 4 parole che sapevo, e questi che facevano avanti e indietro portandosi via cartoni, valigie…. la lavatrice! La lavatriceeeee…. non dimenticate la lavatrice!!!!

Avete presente la sensazione della casa vuota? Quando ti trovi in mezzo alla stanza ed è sparito tutto… con le tapparelle giù perché le tende sono via in quelle scatole (e dire che ora delle tende non me ne importa nulla), con la luce artificiale in pieno giorno che illumina il vuoto.

Forse è li che ho realizzato che me ne stavo andando veramente. E stavolta non da sola, non con un periodo fissato e un biglietto di ritorno.

No, stavolta era sul serio.

Lo ricordo oggi, ma senza malinconie o nostalgie, per carattere non sono stata programmata a queste sensazioni 😀

Lo ricordo perché per fare un bilancio ci vuole un punto di partenza. E questo è stato il mio.

3 anni e mezzo dopo sono cambiate un sacco di cose nella mia vita.

Tutti quegli scatoloni sono stati aperti. E gran parte di quelle cose che tanto mi davano sicurezza sono state buttate. Col tempo ho imparato che non sono le cose materiali che mi danno certezze, sono io, io con le mie decisioni, non quell´oggetto lí che non ricordavo nemmeno di avere e che forse un giorno mi potrebbe servire.

La sensazione della casa vuota è sparita quasi subito, con l´entusiasmo per la casa nuova!

Entusiasmo non solo per lei, ma anche per la nuova vita che mi si stava prospettando. Giorni di scoperte, camminate interminabili, perlustrazioni nei negozi, giorni per imparare a spendere, per non comprare d´impulso, giorni per decidere cosa fare da grande.

Mi si chiedeva se avevo paura. No. non avevo paura. Ho imparato a non farmi problemi prima che arrivino, e ancora ora non capisco ” i club dei paurosi” quelli che addirittura condividono le paure per farsi paura a vicenda!

Chiamatela incoscienza, ma proprio io alla paura non ci pensavo, non pensavo all´essere sola in un paese con una lingua diversa, non pensavo alla lontananza da amici e parenti… pensavo solo a vivermi attimo per attimo, ora per ora, giornata per giornata. E tutt´ora conservo questo atteggiamento.

Non a caso quando sento puzza di gente con ansie e paure inizio a scalciare all´indietro come i cavalli… faccio polvere perché non voglio che si avvicinino a me.

Ci manca poco che io inizi a tirare fuori l´aglio, buttarmi dietro la schiena il sale o lanciare addosso un gatto nero * al mio interlocutore!

Così sono passati gli anni, in confronto a quello che ho fatto da “giovane”… e ne ho fatte di cose… mi sembrano molti di più di 3, forse perché sono stati densi di avvenimenti, forse perché li ho vissuti come un´adulta e non in perenne stato adolescenziale, forse perché li ho condivisi con mio marito… o forse perché la serenità raggiunta qui mi ha fatto godere appieno di ogni esperienza portandomela all´ennesima potenza.

Nei bilanci di solito si fa una lista: lavoro, salute, gratificazioni, amici ecc… io non ho una lista vera e propria, so che anche quest´anno sarà pieno e ricco di novità, so che mi dovrò impegnare e  so che ne verrà fuori un´altra, ennesima, Simona. Quella che ha trovato il suo posto nel mondo la conosco già, chissà quella di quest´anno che soddisfazioni mi darà!

Le domande che mi fanno sono sempre le stesse, io le avevo racchiuse scherzosamente nel post 10 frasi che chi emigra si sente ripeterepost che ha sollevato un polverone di consensi e critiche, passato per “arrogante”, quando l´intento era solo sorridere di questa vita… ma le domande non sono solo quelle per ridere, ci sono anche quelle serie, che non ti fanno gli altri, ma te le fai tu… e io ogni tanto/spesso, me ne faccio una su tutte “Simona, come va?”

C´era un comico di Zelig, mi pare, che rispondeva al come va… utto bene, utto bene… ecco mi sento di definirlo cosí il mio bilancio: UTTO BENE 😀 😀 😀

E voi, cosa mi raccontate? Bilancio della vostra esperienza da expat?

Simona

* nessun gatto nero è stato lanciato su nessuno, era giusto una battuta per enfatizzare la situazione 😀

** sì lo so, non siete abituati a roba troppo seria sul mio blog, ma concedetemi qualche riflessione ogni tanto 😀

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Commenti (17)

  • SMerlinChesters

    |

    Che bell’articolo! Francamente anche io paura ne ho avuta poca quando sono partita, non vedevo l’ora. 5 anni e mezzo fa è partita la mia avventura e continua adesso. L’Italia è solo un ricordo sbiadito e a volte mi irrita persino sentirla nominare. Non so quanto tu sia integrata nella società, ma per me questa è casa. Sono arrivata a destinazione :)
    Un abbraccione grosso dal Regno Unito!!

    P.s. Lascia perdere quelli che chiamo i negativi da tastiera, vivere la propria vita è sicuramente meglio che immaginarla tramite uno schermo!

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    • Simona Luddeni

      |

      Grazie cara 😀 Casa anche per me 😀
      Abbracci e bretzel dalla Baviera!!!

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  • Patagone

    |

    Ciao Simona,

    come al solito sei riuscito con le tue parole a toccarci duro nell´anima come un terzino coriaceo farebbe sugli stinchi: ci puoi far sorridere o pensare, ma riesci sempre a farlo benissimo.

    Fine della DOVUTISSIMA captatio benevolentiae. e veniamo a noi: ho letto le tue parole e pensato alla mia esperienza, fatta di un trasloco “a 3 stadi”, prima io, poi le masserizie e infine la famiglia! Qua – un po´ piú a nord di voi – noi stiamo bene e quando faccio il ponte poco prima di casa e guarda verso il fiume la cittá mi corre quasi sempre un brivido sulla schiena e penso che abbiamo (non´é un plurare maiestatis, bensí io e mia moglie) fatto bene a prendere questo “treno”.

    Mi é capitato alcune volte di rientrare a casa solo, perché il resto della famiglia era in Italia, ed avere la sensazione che questo Paese, la cittá e il nostro appartamento fossero davvero “casa”, nel senso piú ampio del termine. E´ stata una sensazione strana, ma piacevole, di sicuro difficile da descrivere, ma che mi ha fatto stare bene.

    Alla prossima, Simona!

    Saluti

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    • Simona Luddeni

      |

      Ciao!!! Caspita, mi sono immaginata coi calzettoni da calciatore 😀
      Sono contenta che il mio scrivere arrivi 😀
      Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza… salutoni da Freising!

      Rispondi

  • Carmen

    |

    Ciao! Sono incappata nel tuo blog, per caso, perché sto tentando di dare una svolta alla mia vita, trasferendomi a Monaco, studio tedesco da una vita, adoro la Germania, ci sono stata troppo poco, ho 43 anni più due figlie di 8 e 10 che si trasferirebbero con me più una maggiorenne e indipendente che resterebbe in Italia, per il momento… Il problema è convincere mio marito…. Ma io vorrei passare l’estate a Monaco con le piccole, per guardarmi intorno e fare venire mio marito nei weekend quando lavora e magari fargli fare 1/2 settimane di ferie lì!cosa mi consigli?

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  • Ricky

    |

    Ciao cara Simona! Ti seguo spesso perché sto cercando la forza e il coraggio di abbandonare l’Italia,le amicizie, le mie “certezze” (non quelle lavorative,sono disoccupato…) ho solo bisogno di una “spinta” e mi carico leggendo i tuoi post! Prima o poi partirò me lo sento, solo che non so che lavoro andrei a fare in Germania e non saprei chi mi prenderà.
    Un abbraccio
    Ricky

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    • Patagone

      |

      Parti Ricky, parti appena puoi: le vere “certezze” – x usare la tua definizione – rimarrano tali, quelle effimere si scioglieranno come neve al sole, ma non avrai nulla di cui crucciarti! Fai questo per te stesso, per cercare un futuro, che sia a breve, medio o lungo termine dove andrai. Mi permetto solo un paio di consiglio pratici:

      – prepara il terreno prima, identificando un paio di destinazioni (a mio modesto giudizio grandi citttá dove la tua professionalitá abbia sbocchi) e cercando contatti da quelle parti (selezionatori, aziende, etc.) e magari pure qualche colloquio

      – datti un tempo adeguato per cercare un soluzione, secondo me almeno 3-4 mesi. in cui dovrei cercare di concretizzare (per questo devi preparti prima)

      – infine distraiti quando sei a destinazione, visitando i posti lí intorno.

      In bocca al lupo!

      Rispondi

  • Ricky

    |

    Eh ci sto pensando molto seriamente, devo solo trovare il momento giusto e il coraggio adeguato partendo da solo.. spero di farcela!! Grazie per i consigli e se hai o avete altri consigli io li accetto tutti,giuro! Danke :)

    Rispondi

    • Simona Luddeni

      |

      Ciao Ricky! Sono contenta che il mio blog ti dia carica 😀
      Concordo con Patagone, preparati il terreno prima di spiccare il volo, valuta bene tutto, verifica che la tua professione sia spendibile e come!
      Ci sono tanti portali che si occupano di espatrio, cerca tra le varie storie le caratteristiche dei paesi… ovviamente ognuno ha il suo posto nel mondo, e quello che va bene a me puó non andare bene a te… ma un´infarinatura non fa male 😀
      Qui trovi i maggiori portali!
      http://www.einespressobitte.com/consigli-per-trovare-lavoro-allestero-2/
      in bocca al lupo!!!!

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  • Elena

    |

    Ciao Simona! Leggo il tuo blog da un po’ (e mi frego le tue ricette, sì, anche quello) perché avevo bisogno, come molti, di informazioni e rassicurazioni.
    Io e il mio ragazzo da un anno parliamo di trasferirci nella sua madrepatria, là dove è nato (da madre tedesca e padre romano) ma non cresciuto. Ebbene, tra qualche mese svolazzeremo in quel lì di Germania, rispettivamente a diciannove (io) e ventisei (lui) anni. Siamo entusiasti ma anche tanto spaventati. Per me si tratta della paura di abbandonare una famiglia da sempre un po’ fragile e un po’ tiranna, per lui di timore del cambiamento. Vorrei partire domani, per non dover pensare più… per smettere di chiedermi come sarà, e se sono all’altezza di quest’opportunità immensa. Non l’ho ancora detto a mio fratello maggiore perché temo la reazione che avrà. Tu come hai fatto a parlarne senza litigare con chi ti è caro?
    Al di là di questo sproloquio, volevo solo dire… grazie. Mi stai aiutando a conoscere un pezzettino del mondo che mi costruirò tra qualche mese. Grazie per questo e grazie per la forza e per il modo di affrontare la vita che trapela dai tuo post e che mi danno un esempio e il coraggio, in parte, per fare questo passo.
    Un abbraccio,
    Elena.

    Rispondi

    • Simona Luddeni

      |

      Ciao Elena, che bel messaggio il tuo 😀
      Ora faccio la vecchia zia: é normale che tu abbia tanti pensieri, sei giovanissima, l´importante è che mantieni fisso il tuo obiettivo, vuoi andare via? Creati/tevi gli strumenti per farlo, cercate di non fare troppi azzardi… il lavoro prima di tutto… e la lingua!
      Ti auguro tutto il meglio e spero che la tua famiglia capisca il passo che stai per fare 😀
      Saluti

      Rispondi

  • Marcello

    |

    Sono felice di leggere ciò, pure io subito dopo la laurea ho trovato lavoro come consulente tecnico ma mi manca da morire l’attività di ricerca che facevo all’Università e considerato che il lavoro è tutto ciò che ho di caro almondo puoi immaginare il mio sconforto.
    A tal senso ne approfitto per ringraziarti dell’avviso di borse di lavoro presso i laboratori tedeschi che hai pubblicato su facebook, speriamo di trovare qualche anima pia disposta ad aiutarmi.

    Cordiali saluti

    Marcello

    Rispondi

    • Simona Luddeni

      |

      Ciao Marcello! Spero veramente che quel bando ti sia d´aiuto per realizzare i tuoi sogni!!!!
      Tanti saluti da Freising!

      Rispondi

  • Fulvia

    |

    Ciao Simona, ho appena scoperto il tuo blog. Il motivo è che mio marito il 18 Febbraio partirà per la Germania in particolare andrà a Speichingen. Lì c’è mio suocero con la moglie e le due figlie che lo aspettano! noi siamo sposati con due bimbi di 7 e 3 anni,qui nn c’è futuro per loro!!! quindi quest’estate lo raggiungeremo per incominciare questa nuova avventura…. Sono super convinta ed emozionata!!! T seguirò per seguire i tuoi consigli e iniziare ad abituarmi a questa nuova cultura! un bacione e complimenti

    Rispondi

  • Anna

    |

    Simona leggerti è meraviglioso. Ho trovato da poco il tuo blog.
    Partirò mercoledì per Monaco e lascerò come hai fatto tu qualche anno fa la casa, le amicizie quelle poche vere amicizie e soprattutto un lavoro che poteva essere forse la mia sistemazione ma che mi dava poco e niente. Forse mi trasmetteva più ansia che altro. Non sono la persona che sputa sul piatto in cui ha mangiato però “accontentarsi” non mi appartiene. Non mi appartiene in questo momento della mia vita nemmeno questo posto, sono di Bologna, malgrado le sue strade i suoi portici e le sue piazze. Parto e soprattutto parto senza paure per il futuro, parto con la consapevolezza di dover fare molto sicuramente dei sacrifici e questa cosa, sembrerà strano, ma mi da la carica giusta. Forse per ora l’unica cosa ben chiara è: devo assolutamente imparare il tedesco!! Basta. Dopo vedrò come evolverà la situazione e mi comporterò di conseguenza. Attenzione, non parto per fare un’esperienza con la spensieratezza di un Erasmus. Parto piena di progetti in testa, tante idee, sembra una sorta di brainstorming!! Sono elettrizzata ma al contempo voglio fare le cose Bene, con calma senza fretta alcuna. Non ho appoggi, non ho una famiglia che mi possa aiutare alle spalle. Ho pochi risparmi e da quelli voglio ripartire dal punto “zero”.
    Un abbraccio

    Rispondi

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