UNA DONNA, TANTE VITE.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

Tempo fa sono stata invitata a partecipare ad un concorso indetto da Expatclic.com un portale molto curato e ben strutturato che si occupa dell’espatrio al femminile.

Il premio era intitolato a Maria Pia Forte (1943 -2011), giornalista, poetessa, scrittrice e viaggiatrice…insomma una Donna con la D maiuscola!

Maria Pia e Lambretta

Maria Pia Forte

Le categorie erano tre: racconto o articolo giornalistico, poesia e fotografia.

Io ho partecipato nella prima categoria, ma purtroppo non mi sono qualificata.

Vi lascio il mio scritto, condividerlo con voi è già una gran vincita per me!

 

Tema : la vita  della donna espatriata, il viaggio, l’incontro tra culture,  il valore della scrittura.  

 

UNA DONNA, TANTE VITE!

 

Ci insegnano da piccoli che, quando non conosciamo il significato di una parola, è sufficiente prendere un dizionario e cercarlo.

Non c’insegnano, però, che alcune parole vanno vissute per comprenderne veramente il significato.

Si dice che chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita, ed è vero, perché ogni volta ne torni arricchito e la valigia si svuota di vestiti e si riempie di esperienze, di volti, sorrisi, e di frammenti di vita.

Il viaggio più importante della mia vita mi ha condotta in quello che sarebbe stato il  nuovo paese.

Come un bambino che impara a camminare, ho preso coraggio e ho lasciato la mano dell’Italia, mi sono diretta verso quella della Germania, e mi sono affidata a lei stringendola forte.

Me lo ricordo come fosse ieri, il caricare le valigie non era solo portarsi dietro la propria roba, era impilare speranze, sogni e aspettative e portarle ad 800 km dal posto in cui ero nata.

Salita in macchina, vedevo scorrere paesaggi, man mano i cartelli cambiavano di lingua, e man mano mi sono resa conto che non era il solito viaggio dal quale tornare con souvenir e aneddoti divertenti da raccontare…era un viaggio di sola andata verso il futuro.

Ecco, queste sensazioni non le puoi far rientrare in una definizione, è impossibile, il viaggio ti  porta da una punto a ad un punto b, ma questo tipo di viaggio, quello dell’espatriata non ti sposta solo in termini di spazio…ma ti sposta anche in termini di tempo.

È come se le lancette dell’orologio si fermassero per poi ricominciare a scandire i minuti in un altro posto.

E quando arrivata davanti alla mia nuova casa, ho salutato i vicini in una lingua che non era la mia, le lancette hanno ricominciato a muoversi e hanno segnano l’inizio della mia nuova vita.

Seduta a terra in mezzo a montagne di scatoloni, in piedi ad aprirli, in giro per casa a mettere a posto.

Ecco l’immagine che ho di quei primi giorni! Stavo “mettendo a posto” la mia vita, la mia nuova vita.

Mi ritrovavo in un paese lontano da casa mia, con l’entusiasmo della novità e la paura dell’incognito.

Proprio per poter affrontare tutto con calma, mio marito mi ha incoraggiata a prendermi i miei spazi, ad imparare la lingua e a cercare le modalità per integrarmi.

Per chi come me ha lavorato da sempre, decidere di prendersi un anno sabbatico è una sfida.

Sei abituato ad alzarti tutte le mattine al suono della sveglia, a prendere un caffè al volo e a correre in ufficio… tutto d’un tratto ti svegli la mattina e il tuo mondo non ruota più attorno al lavoro, ma ruota attorno a te stessa.

Sì, sei tu, sola con te stessa a doverti ricreare un equilibrio, l’espatrio può essere la più bella delle esperienze, ma anche la più difficile.

Le abitudini, le uscite con le amiche, il caffè al solito bar…vengono sostituite all’inizio dalla solitudine, poi man mano lei si fa da parte e si apre un mondo nuovo, fatto di nuovi caffè e nuove chiacchiere.

Io ho vissuto tutto con gli occhi di un bambino che scopre il mondo, ho assorbito il più possibile quello che mi stava intorno, ho sorriso e ho ricevuto sorrisi, ho preso tutto quello che c’era di buono, ho valutato, ho fatto miei, modi di vivere che non lo erano, ho cercato di capire le differenze, a volte mi sono scontrata con la lingua…ma ho sempre vinto io!

Perché l’importante è l’atteggiamento! Positivo…sempre!

I muri si scavalcano, non ci si sbatte contro! E per farlo ci vuole tutta la forza che solo noi donne possiamo avere.

Quella forza che ci arriva come generatrici di vita, mamme, amanti, sorelle, femmine…donne!

Ad un certo punto del mio percorso ho sentito il bisogno di condividere la mia esperienza con gli altri, e così è nato un blog, un blog diverso, positivo, per sorridere di me e con me sulla mia vita da espatriata. Un blog che non giudica, non fa confronti e non paragona mai!

Un blog per condividere informazioni ed esperienze e rendere partecipe chi mi segue della mia vita, quella vita di donna espatriata, che ogni giorno ce la mette tutta per essere felice!

Scrivere è diventata un’abitudine, proprio come prendere il caffè…e infatti il mio blog si chiama “EinEspressoBitte”.  Quando mi chiedono perché l’ho chiamato così rispondo che è la prima frase che ho imparato in tedesco ed è quella che uso di più, e mi fa sentire un po’ tedesca e un po’ italiana!

Scrivere mi permette di mettere nero su bianco quello che mi succede e di farlo vivere anche agli altri., mi permette di donare un po’ di me, della mia vita e delle mie emozioni.

Ogni tanto invidio chi per scrivere usava penna e calamaio, l’immagine del pennino che si riempie d’inchiostro e butta fuori parole mi ricorda me stessa.

Quando scrivo e come se buttassi fuori l’inchiostro di emozioni che ho dentro.

E ne ho da raccontare, ogni volta che visito un posto, ogni volta che mangio qualcosa di strano, ogni volta che incontro persone nuove, magari native di qui o magari provenienti da paesi lontani.

La Germania è un crocevia di culture, e io ho tanto da dare e da prendere, perché vivere da donna espatriata è vivere  tre  volte,  una volta come donna, un’altra come italiana e la terza come cittadina del mondo

…si dice che i gatti abbiamo sette vite, bene, venite a chiedere a me quante vite ho!

Black

Simona L.

 

Nel caso voleste leggere quello della vincitrice del concorso, molto bello a mio avviso, lo trovate qui:

http://www.expatclic.com/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit&id=3710&lang=en

 

 

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Commenti (6)

  • Monica

    |

    A me sembra molto bello anche il tuo racconto.

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  • tiziana

    |

    sono commossa…

    Rispondi

  • MerlinC

    |

    A me il tuo racconto è piaciuto tantissimo, specie la parte dove racconti del misto tra eccitazione e smarrimento che si prova quando si parte… E poi arrivi dall’altra parte e pensi “o mamma mia, e adesso?” 😉 e adesso… È il primo giorno della tua nuova vita! (Così m’è venuto da pensare quando sono atterrata ad Auckland dopo un giorno d’aereo! E non mi sono fermata più nemmeno….)

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    • Simona Luddeni

      |

      😀 quanti ricordi…quante vite che abbiamo noi donne expat!!! 😀

      Rispondi

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