LA MIA VITA…IN UN CAFFÈ!

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

Se ci penso non ricordo esattamente quando ho bevuto il primo caffè…ricordo solo che ad un certo punto il caffè è diventato un piacere e un rito.

Per anni l’ho preso zuccherato, perché così lo faceva mia madre, e poi ad un certo punto ho tolto lo zucchero perché non ne sentivo il gusto! Così sono diventata una purista  😆

Non ricordo la prima tazzina, ma ricordo che sono partita dalla Moka e sono approdata alla Nespresso, passando per vari modelli tutti legati alle tappe della mia vita!

Ricordo da adolescente, mia mamma che si alzava prima di me per prepararmi la colazione, l’aroma del caffè arrivava dritto in camera, ed era segno che era ora di alzarsi per andare a scuola.

È vivido il ricordo di quella caffettiera, un po’ consumata che gorgoglia sul fornello, com’è vivido il rumore che fa il caffè quando sale. Anche se non lo sento da tantissimo tempo, è lì, impresso nella mia mente…che strano eh? In fondo è “solo un rumore”, ma si porta dietro tante mattine, tanti libri aperti, tante ansie per le interrogazioni e tutte quelle emozioni che gorgogliavano assieme al caffè.

 

Immagine tratta da Internet

Immagine tratta da Internet

 

E poi son cresciuta, e le mattine da studente sono diventate universitarie. Città nuova, casa nuova, condivisione con altri studenti.

La sveglia è la stessa, presto per andare a lezione, ma non c’è la mamma che prepara il caffè, al massimo c’è un guazzabuglio di gente che gira per casa in modalità zombie, biascicando il buongiorno…e il caffè inizi a preparartelo da solo!

Nonostante io avessi viaggiato sola anche prima dell’Università, il risveglio universitario aveva un sapore diverso…il caffè aveva un sapore diverso, e anche quel rumore…non lo ricordo, forse perché ero troppo impegnata a “difendere” il bottino dagli assonnati coinquilini! Una scena tipo il Gollum e….

il mio tesssoro

…il mio tesssoroooo!

Il periodo dell’Università è quello in cui ci si affida completamente al caffè. Lui diventa punto di riferimento e sommo maestro di vita 😀

La scelta risultava difficile: bombarsi di Coca Cola in puro American style, col litro e mezzo sulla scrivania, da bere a canna al calo della palpebra…oppure vivere in simbiosi con la caffettiera!

Io optai per la seconda e se ci penso, se avessi potuto me lo sarei fatto iniettare in vena, me ne sarei andata in giro molto tranquillamente con una flebo di caffè attaccata al braccio  😆

Abbiamo una diapositiva di EinEspressoBitte dopo aver scelto l’endovena di caffè:

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:-D

 Ma poi vogliamo parlare della caffettiera da singolo? Quella tascabile? Quella che all’occorrenza poteva essere usata come arma da borsetta???  

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Mini Caffettiera da asporto :-D

 Io ne avevo una, non così piccola come quella della foto…ma era per una tazzina da caffè!

La caffettiera da single sparì col primo fidanzato per far largo a quella da “coppia”. Un po’ più charmant e più da famiglia del Mulino Bianco!

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Caffettiera eligent!

 

 Dopo quella da coppia, il passo verso la caffettiera da “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più” è breve!

Quelle enormi caffettiere che si tiravano fuori una volta ogni tanto e che si dovevano far girare con l’acqua in modo tale che il caffè non fosse da omicidio!

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Mega caffettiera da combattimento!

Poi con gli anni, i gusti cambiano, le abitudini anche…e la tecnologia si è frapposta tra me e la moka! E così è entrata a far parte della famiglia la mia amata Mokona Bialetti!

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Mokona Bialetti

Lei sì che ne sapeva di caffè! L’ho portata allo sfinimento…finché un giorno con mio immenso dolore mi ha lasciata, ha fatto l’ultimo sbuffo di vapore…e si è spenta così, tra le mie braccia. Se n’è andata con onore e io la ricorderò sempre come una brava macchinetta del caffè…ora è in cielo ad insegnare agli angeli a fare l’espresso!

Ormai il dolore l’ho superato, anche perché poco dopo ha fatto capolino nella mia vita…LEI…sì, lei, quella che la mattina è il mio primo pensiero…dopo mio marito (of course) …quella che finché non l’ho provata non ho capito perché George Clooney insisteva con sto “What else”? 

LEI : LA NESPRESSO DELONGHI! …e il cappuccino diventa un’esperienza di vita!

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Lattissima + DeLonghi

 

Così siamo entrati nel Club Nespresso…e vi dirò che andare ad Odeon Platz a Monaco a comprare le cialde fa il suo effetto! Si possono anche ordinare dal sito, ma volevo andare a vedere il negozio…e fare quella che gira con aria snob…e magari beccare Mr What else 😀

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Mr What else :-D

…magari!

Un volta fatta la tessera si può accedere alla stanza esclusiva dove ci si serve da soli! Che dire a parte…What else???

Anyway…ora sono nel tunnel Nespresso e non intendo uscirne!

Vi lascio con un piccolo segreto di EinEspressoBitte: quando mi si offre il caffè…riconosco dall’odore se è buono, nel caso in cui non lo sia…mi allungo verso lo zucchero 😀 Amici avvisati mezzi salvati 😀

 

Simona

 

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Commenti (9)

  • Elena

    |

    Il profumo del caffè e del latte è il ricordo che ho di quando andavo al liceo. Una bella tazzona di caffè e latte.Poi il cappuccino al bar..Poi quando ho iniziato a lavorare prima e l’università dopo, i caffè al giorno erano minimo 4!! Con la cremina sopra erano da gustarsi lentamente…Ora,son un ricordo. Il mio stomaco non lo sopporta (il naso però lo ama alla follia) e quindi ho ripiegato su quello d’orzo…La Nespresso a casa non ce l’ho,noi andiamo di Moka,da due tazzine,visto che abbiam amici che non bevono caffè(però una da 6 formato famiglia ce l’ho,che non si sa mai..)..Ma quando l’ho provata ho subito detto ” stomaco mio taci! é un Nespresso..non un semplice caffè”. :-)

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    • Simona Luddeni

      |

      Vero? Io non ci credevo finché non l’abbiamo provata!!! Poi ad alcuni non piace…son gusti!!!!
      Ecco,a me il cappuccino ricorda il mio vecchio lavoro in Italia…la mattina passavo al bar a farmelo fare!

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  • Lallabel

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    Avrei potuto scrivere io questo post.. come te, tutto come te! Sono passata da un mese alla Nespresso perchè me l’hanno regalata e io e mio marito siamo già dipendenti. Il migliore in assoluto, ti rimane in bocca quel gusto che.. mamma mia! E poi tutti quei blend… oggi prendo questo, oggi ho voglia di quello…Non sono una purista al 100% ma di zucchero ne metto davvero poco, di solito io e lui al bar dividiamo una bustina e ne avanza ancora per altri due caffè.
    Però devo dire che ogni tanto una moca con qualche miscela particolare la facciamo, il gorgoglio della moca quando “è prontoooo” riempie il cuore!
    All’estero non sanno cosa si perdono!

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    • Simona Luddeni

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      È vero! Avevo dimenticato il mitico “È prontoooooo” 😀 Grazie per avermelo ricordato!!!!! 😀

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  • anna

    |

    … cara Simona… che profumo di caffè quello del mattino.
    Ogni volta che vado negli Stati Uniti mi ripropongo di portar con me una caffettiera italiana, poi penso alla tostatura del caffè e lascio perdere.
    Ho provato il “cappuccino” del Marriott Hotel, terribile, tutta schiuma e nemmeno un dito di caffè appena contaminato da latte? Mah…

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    • Simona Luddeni

      |

      Ciao Anna!!!! Io ho da poco la Nespresso e oltre ad essere espresso dipendente sono anche diventata CAPPUCCINO DIPENDENTE!!! Ormai mi sa che non lo prenderà mai più fuori casa!!!! 😀

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  • Carmela

    |

    Caffè mon amour!!! Che post fantastico…da vera amante del caffè! Mi rivedo molto in te nel periodo universitario…quando le coinquiline bevono il mio caffè divento una belva! Ahaha…comunque cara ti seguo sempre con molto piacere, a Capodanno sarò a Monaco, magari se sei lí ci si vede ^_^

    Rispondi

      • Carmela

        |

        Simo, per ora so soltanto che starò dal 31 al 4 a Monaco! Ti scrivo nei prossimi mesi quando saprò qualche dettaglio in più…mi farebbe piacere conoscerti, anche perchè non sarà solo una gita di piacere, ma un giro in avanscoperta in vista di un potenziale trasferimento nella bella Deutschland! A prestissimo! :)

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