COSE CHE CAMBIANO ALL´ESTERO.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

È facile giudicare, è facile giudicare chi se ne va, è facile giudicare chi resta.

È tempo di riflessioni, dopo il post “Bilancio di 3 anni e mezzo in Germania”, eccomi di nuovo a fare il punto, o meglio eccomi di nuovo a cercare di mettere in ordine i pensieri 😀

Mi capita spesso di leggere le storie di persone che decidono di lasciare l´Italia e poi di leggere i commenti sotto. Alcuni positivi,  di  incoraggiamento, altri sprezzanti, carichi di livore. Rimango sempre un po´ basita perché non riesco a capire come si faccia a giudicare una persona dopo aver letto due  righe su di questa, si passa da “ah, facile scappare” a ” eh bhè coi soldi si può far tutto” “certo, continuate a tradire il paese” per poi passare a robe pesanti, addirittura sull´aspetto fisico dei protagonisti… ??? quello è il livello “becero”, dove veramente mi rammarico del condividere ossigeno con certi personaggi.

Il punto è sempre uno: giudizi.

Gente che si erige a giudice della vita altrui, magari non guardando mai alla propria.

Stesso discorso vale per quelli che guardano dall´alto in basso chi decide di rimanere. Idem. Sempre giudizi.

Sembra che sulla carta, o internet, tutto sia facile… sbucano siti, blog, forum, pagine facebook nelle quali si trova di tutto e di più sull´espatrio. È l´era digitale no? Tutto a portata di click… quello che non è a portata di click è quello a cui si va incontro una volta deciso di andarsene.

C´è chi si trova bene, come la sottoscritta, c´è chi si integra subito, chi ci mette piú tempo, c´è chi passa le giornate rimpiangendo casa, famiglia, luoghi, abitudini… c´è chi reagisce pur non trovandosi bene, c´è chi si arrende e torna, c´è chi non si stacca dalle sue di abitudini e non riesce ad integrarsi, ci sono quelli che vivono in costante paragone tra i paesi… insomma, ne ho conosciuta di gente e ognuna col suo bagaglio mi ha lasciato qualcosa.

Cambiano le cose quando vivi all´estero.  Vuoi o non vuoi.

1. IL TEMPO.

E non parlo di quello metereologico. Parlo del tempo da dedicare alle persone che lasciamo nel nostro paese di origine.

Il tempo si riduce. Il tempo si programma. Non è più “passo stasera 10 minuti a trovarti”, ma diventa “aspetta, cerco il volo, vedo quando mi conviene venire, compatibilmente con casa, lavoro, figli, vacanze ecc…”

All´improvviso quello che era scontato come il caffè con l´amica storica diventa l´evento sporadico. All´improvviso il tempo si suddivide in pezzetti e tu ti suddividi in pezzetti per riuscire a stare un po´ di qua e un po´ di là.

È una scelta, siamo adulti, se si sceglie di emigrare, questo va tenuto in conto, può capitare un giorno di non arrivare in tempo a vedere una persona… è nella lista degli effetti collaterali dello scegliere di lasciare tutto… e non sta certo accanto alle frasi tipo “facile scappare eh”. Di facile non c´è nulla nella vita, a parte i giudizi della gente.

Immagine tratta da Internet!

Immagine tratta da Internet!

BILANCIO DI 3 ANNI E MEZZO IN GERMANIA.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Salotto

Mese più, mese meno… ho passato il giro di boa dei tre anni!

Se mi fermo un attimo a pensare, sembra ieri che mio marito mi proponeva questa cosa di spostarci in Germania, e io che rimanevo a fissare il vuoto con un turbinio di pensieri e domande!

Non era passato molto tempo dal culo a tarallo (passatemi il francesismo) che mi ero fatta per superare un concorso nella mia Regione, studiando giorno e notte nei ritagli del lavoro, ricordo ancora le pause di un´ora precisa nelle quali aprivo il libro e cominciavo a ripetere, e ogni pagina fatta in quell´ora era una pagina di meno per la notte.

Non era passato neppure molto tempo dal mio accorgermi che quel nuovo lavoro poco mi si addiceva, per carattere e per pochi anticorpi al sistema pubblico italiano.

Non era passato neanche molto tempo da un brutto episodio di salute che mi aveva cambiato profondamente, episodio al quale devo la persona che sono adesso (difetti compresi :D)

Insomma, non era passato molto tempo… ma forse era arrivato il tempo giusto per cambiare tutto!

E così fu! Un “sí”, quasi importante come quello pronunciato al mio matrimonio, la comunicazione a parenti e amici, e la mia vita che finiva negli scatoloni.

Immagine presa da Internet!

Immagine presa da Internet!

In ordine, per tipologia di cose, come se la vita si potesse rassettare e inscatolare 😀

LA REINE DE SABA – LA TORTA DI JULIA CHILD.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Cucina

Dopo aver visto e rivisto il film n mila volte e letto e riletto il libro altrettante volte, ho deciso di cimentarmi in una delle prelibatezze che Julia Child ha presentato nel suo libro: la reine de Saba!

Vi avevo già parlato del mio amore per questa storia nel post “Caffè e libri: Julie e Julia (Julie Powell) e un anno di EinEspressoBitte)!

Trovare l´origine di questa torta non è facile, anche nei siti in lingua, non ci sono molte informazioni, si sa solo che è stata chiamata Reine de Saba, in onore alla regina di Saba, bellissima donna e seduttrice che fece cadere nella sua rete il grande re Salomone. La torta intitolata a lei e alla sua pelle scura è simbolo di tentazione e piacere.

E in effetti di piacere ce n´è tanto: è un tripudio di cioccolato fondente e mandorle!

Reine de Saba di EinEspressoBitte!

Reine de Saba di EinEspressoBitte!

La preparazione non è difficile, ci vuole solo un po´ di pazienza 😀

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