PER ESSERE UMANI BISOGNA ESSERE. AIRBUS A320.

Scritto da Simona Luddeni. Stanza: Laboratorio

Immagine tratta da Internet

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Schifo: senso di ripugnanza, nausea e disgusto.

Ho scomodato lo Zingarelli per iniziare questo post. Perché è la sensazione che ho avuto oggi leggendo alcuni articoli della stampa italiana.

L´airbus A320 della Germanwings si schianta su una montagna provocando 149 morti… e l´unica cosa che sanno fare alcuni è puntare il dito sui tedeschi?

“I tedeschi imparino la lezione” cit. da il Giornale.

Ma stiamo scherzando? Un aereo, 149 morti, un dramma di dimensioni apocalittiche… e anziché esprimere cordoglio (per quel che può servire) si gioca a chi ce l´ha piú grosso?

“La Germania che si scopre imperfetta” cit.  La Stampa

Un aereo polverizzato.

Vite spezzate per un volo da due orette scarse.

Lacrime amare per chi resta e deve andare a recuperare i resti dei propri cari.

E l´unica cosa che sanno fare è puntare il dito.

Sapete dove ve lo dovete puntare quel dito? Addosso… e ripetervi che non siete esseri umani. Perchè bisogna prima “essere”… e non siete…

Non siete perché anziché chinare il capo e dolervi per quelle vite perse… usate lo strumento stampa per trasmettere negatività.

Quella stessa negatività dalla quale prendo e prenderò sempre le distanze.

Puntatevi il dito addosso e pensate a quei due neonati.

Pensate a quelle madri, dove stavano andando? Forse a far conoscere il proprio bimbo ai parenti in Germania? Forse a fare una vacanza? Immaginate la gioia di quelle madri, magari al loro primo volo con il proprio bimbo, piene di gioia e al contempo di piccoli paure: e se piange? E se disturba gli altri passeggeri? e se lo devo cambiare?

Immaginatevi quelle madri, a stringere i loro bimbi durante la caduta… potete immaginare qualcosa di più tremendo di questo? Sapere di stare abbracciando per l´ultima volta vostro figlio, sapere che né lui né voi ce la farete? E puntatevi quel cazzo di dito addosso… che lezione dovrebbero imparare i tedeschi? eh?

Poi passate ai ragazzi in gita a Barcellona, quei 14 ragazzi estratti a sorte per uno scambio culturale… immaginatevi alla loro età, cosa voleva dire partire da soli, quanto entusiasmo, quanta voglia di vedere posti nuovi, di fare i “grandi”… quanta voglia di vivere.

Immaginateli al ritorno da quella esperienza, sull´aereo, magari con le cuffiette e il lettore mp3… immaginateli che schiamazzano, ridono, si prendono in giro a vicenda magari per qualche flirt nato in Spagna… immaginateli con gli zaini pieni di souvenir per gli amici, la famiglia o il fidanzato o fidanzata rimasti a casa.

Immaginate quel genitore che legge e rilegge l´ultimo messaggio del figlio, magari un “Spengo il cel, ora partiamo, ci vediamo in aereoporto”… provate ad immaginarlo, immaginate che per la fretta madre o padre abbiamo risposto con un “ok” o semplicemente con un emoticon di quelli che usiamo spesso e volentieri… senza pensare che sarebbe stato l´ultimo messaggio del proprio figlio… e puntatevi quel cazzo di dito addosso. Non siete esseri umani voi che “la Germania si scopre imperfetta”.

Immaginate quel pilota che resosi conto di quello che accadeva ha iniziato a prendere a spallate la porta. Immaginate le urla della gente. Immaginate di sapere di dover morire e di non poter far nulla.

Immaginate la vostra vita che vi passa davanti, per due cazzo di ore di volo, e che finisce per mano di una persona sola.

Puntatevi il dito addosso e pensate a  tutte quelle persone.

Fa male. Fa veramente male solo pensare ad una tragedia del genere. E fa ancora più male sapere che esiste un business che non prevede pietà, esiste gente che lo alimenta per vendere una copia in più di un giornale.

Fa male sapere che una persona sola possa provocare una scempio del genere e non c´è bisogno del ritorno di fiamma dei giornali che alimenta il dolore. Ce n´è già abbastanza.

Fa male e fa perdere speranza nell´umanità.

E non mi venite a dire “eh ma lo Spiegel ha scritto questo e questo”… avete 10 anni cazzo? Forse a quell´età è plausibile un atteggiamento del genere. Forse.

149 morti che state riamazzando con le parole.

Per essere umani bisogna essere. In molti non ce la fanno proprio.

Un pensiero alle vittime e alle loro famiglie.

Simona

 ps: mi scuso per le parolacce e per le ripetizioni, ma lo stato d´animo è questo.

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Commenti (16)

  • Antonio

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    Non scusarti per le parolacce; davanti a queste cose non c’è solo il dolore, ma anche la rabbia nel vedere tanta insensibilità, ed è bene lasciarla uscire. Grazie per ciò che hai scritto

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  • SMerlinChesters

    |

    Esistono parole in italiano per commentare l’assoluta mancanza di empatia e sentimenti umani? Ciò che ho letto online è parte di una società che non mi riguarda più per fortuna. Non riesco neppure a provare schifo, non arrivo a spiegarmelo proprio!
    Forse l’Italia deve essere stata presa d’assalto da zombies da quando sono assente. Quando me ne sono andata ancora non si facevano gare su quale nazionalità ha più morti e di che colore sono. Le vittime sono vittime, al di là della razza e della nazionalità. Se non si è capito ciò, credo che certa gente non solo non sono, ma nemmeno meritano di esistere.
    RIP Airbus 320 passengers.

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  • Valentina

    |

    La stampa italiana non ha risparmiato colpi bassi e meschini. E non ho parole per commentare ciò che ho letto in questi giorni.
    Sono italiana e tedesca, avrei potuto essere io una delle madri con mia figlia o qualche parente a bordo dell’airbus.
    Per quanto le indagini possano far luce sull’incidente o su cosa é passato per la testa al copilota nulla potrà portare conforto alle famiglie e agli amici.

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  • Vittoria

    |

    Purtroppo gli articoli citati volevano essere una risposta a un subdolo editoriale sul caso Schettino del giornalista tedesco Jan Fleischhauer su” Der Spiegel”, dove egli dice peste e corna sugli italiani, per poi dire alla fine, in due righe, che stava scherzando:

    http://www.spiegel.de/politik/deutschland/s-p-o-n-der-schwarze-kanal-italienische-fahrerflucht-a-811817.html

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/23/news/der_spiegel_schettino-28655077/

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/larticolo-che-ci-da-degli-schettino/186596/

    Da entrambe le parti c’è stato cinismo e si è usata la penna (la tastiera) come un’arma impropria.
    Il pensiero di quei giornalisti italiani non è quello degli italiani; come spero che il pensiero del giornalista tedesco non sia quello dei tedeschi.

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    • SMerlinChesters

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      Il pregiudizio ‘estero’ del tipo del Der Spiegel non prendeva in giro nè i morti della crociera nè una persona afflitta da (probabilmente) una malattia mentale. Perchè l’ultima volta che ho controllato… codardia ed arroganza non facevano parte della lista delle malattie di nessun genere. E come italiana mi vergogno pure di avere la cittadinanza al solo pensiero che ci sia qualcuno che abbia pensato di scrivere ‘articoli che volevano essere una risposta a un editoriale’ e sfruttare la tragedia a fini nazionalisti.
      Mi FANNO SCHIFO, così come tutti gli italiani o italiane che online hanno scritto cose del genere.
      Se certa gente dorme la notte, di sicuro non sono essere umani, nè bestie (offensivo per gli animali), forse sono solo alieni…..

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  • Vittoria

    |

    – Andreas Lubitz ha nascosto alla compagnia aerea tedesca Lufthansa i certificati medici della sua depressione, tra cui l’ultimo, che il giorno della strage lo dichiarava inabile al lavoro.

    – Dopo il 2000 seguiva una terapia “medica particolare e regolare” e queste informazioni erano state trasmesse a Lufthansa (notizia riportata sul tabloid tedesco Bild).

    – Per esperienza personale di lavoro, so che in Italia, se sei affetto da una malattia psichica, il medico che l’ha diagnosticata è tenuto a informare la Motorizzazione Civile. Questa Amministrazione pubblica ti invita a sottoporti a diverse visite, con cadenza trimestrale, semestrale o annuale, presso una Commissione Medica Locale, la quale dovrà accertare se sei idoneo alla guida di un autoveicolo. Nel frattempo la tua patente di guida è sospesa. Lo stesso controllo viene effettuato per il porto d’armi.
    Perché non c’è stato il medesimo contatto tra i sanitari tedeschi e l’Amministrazione pubblica, nei riguardi di un uomo che si sarebbe messo alla guida di un aereo e per di più con a bordo 140 persone?

    – La Lufthansa sottopone il personale di volo alle prove psicofisiche solo al momento della selezione dei candidati alla formazione.

    – Finora si parla di depressione e di sindrome da burnout, di cui Lubitz è stato dichiarato affetto, che possono convivere, con le terapie giuste, con uno stile di vita normale, senza stress eccessivi né responsabilità. Questo non esime gli Enti pubblici e privati tedeschi dal controllare una persona addetta a una mansione così delicata come quella di pilota di linea.

    – Karl Kraus, scrittore e autore satirico austriaco, diceva che i tedeschi sono molto bravi a mettere ordine in casa degli altri.

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  • SMerlinChesters

    |

    Vittoria, nell’ultima frase dovrebbe essere lo stesso per gli italiani allora.
    Che pensino a mettere ordine a casa propria invece di commentare sui fatti degli altri.

    E presupporre che in ‘Italia funziona cosí’ serve molto a poco. È pontificare senza senso.

    Non so le leggi tedesche al riguardo, ma nel Regno Unito i medici NON sono tenuti ad informare i datori di lavoro su malattie psichiatriche, peggio, se lo fanno senza il consenso del lavoratore vanno dentro perchè il lavoratore non deve subire discriminazioni sul luogo di lavoro.
    Per alcuni lavori (leggi lavori coi bambini, anziani, ecc.) sono richiesti alcuni certificati ma prendono solo in considerazione accuse o condanne per reati di natura violenta e sessuale.

    Credo che i certificati riguardo a problemi mentali vengano solo richiesti in caso di lavori per ministero della Difesa e simili.
    I medici sono tenuti ad informare lo stato solo in caso di investigazione criminale, non prima.

    Questo chiaramente riguarda il mio paese, quindi non Italia o Germania.

    Rispondi

  • Luca S.

    |

    Condivido pienamente quanto scritto da Vittoria.

    E sara’ un’ulteriore casualita’, ma sembra che gli schizzati nascano tutti da queste parti…

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    • SMerlinChesters

      |

      Non direi proprio, dato che in Italia l’atteggiamento è di nasconderle ste cose (esperienza personale di ben tre amici, entrambi ‘nascosti’ dalle famiglie come ‘depressi’ ma con disturbi mentali molto più gravi) quindi la percentuale che tu possa ricevere tramite stampa è forse solo il 20-30% dei realmente malati. Aggiungi, che far capire a un depresso cronico o schizofrenico che ha un problema del genere e che verrà discriminato se lo dice e ti rendi conto che la situazione è la stessa ovunque, ecco.

      Rispondi

  • Vittoria

    |

    SMerlinChesters, rileggi bene quello che ho scritto: non ho detto che in Italia i medici autorizzati (cioè i medici legali, delle ASL, militari, delle Ferrovie ecc., quindi non medici qualsiasi, ma facenti parte di un’Amministrazione Pubblica) comunicano al “datore di lavoro”, cioè a un privato.
    Ho detto che comunicano alla Motorizzazione o, aggiungo, alla Prefettura, che sono Amministrazioni Pubbliche.

    Le comunicazioni tra Amministrazioni Pubbliche non possono omettere i dati sensibili di una persona, altrimenti come potrebbero comunicare tra di loro?
    Per esempio una Stazione di Polizia deve poter comunicare, se serve, a un altro Ufficio Pubblico che la tale persona è dedita al consumo di sostanze stupefacenti o che è un delinquente abituale. Naturalmente sta all’impiegato dell’Ufficio Pubblico tenere segreto qualsiasi dato di cui venga a conoscenza, altrimenti incorre nella violazione della riservatezza.

    Per questo, al momento dell’assunzione, l’impiegato di un’Amministrazione Pubblica presta una giuramento. Per di più, nel caso in cui l’impiegato deve trattare informazioni “riservatissime” o superiori, il Dirigente richiede per lui il NOS, nulla osta di sicurezza.
    Quindi, mica pizza e fichi!

    La patente di guida vigente in Italia è la patente comunitaria, cioè della Comunità Europea. Le regole sono uguali per tutti i paesi membri, tanto è vero che posso stabilirmi in Germania e non richiedere la patente di guida tedesca per potere circolare, perché la mia patente italiana mi è stata rilasciata con la medesima normativa vigente in quel Paese. Se vuoi controllare, puoi andare sul sito della Commissione Europea e cercare la direttiva 2006/126/CE.

    Ma torniamo al nocciolo della questione. Giornali tedeschi, inglesi e di tutto il mondo pontificano sul comportamento delle autorità competenti tedesche. Per l’Autorità federale al volo tedesca Lubitz necessitava di “particolari controlli medici da effettuare con regolarità”, controlli che potevano essere fisici o psichici. La vogliamo chiamare leggerezza la mancanza di controllo su un pilota che aveva nelle sue mani il destino di 149 persone? Chiamiamola così, ma la sostanza non cambia.

    Non mi risulta che Karl Kraus abbia scritto aforismi sugli italiani, a lui non andavano giù i tedeschi.

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  • SMerlinChesters

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    Vittoria, sulla tua prima parte… Non capisco nè che c’entri la motorizzazione (il patentino di volo lo dà la motorizzazione in Italia? Qui in UK è un altro ente), nè perchè ti ostini a presentare leggi italiane come valide su tutto territorio europeo. Di nuovo, non so com’è in Germania, ma in UK puoi guidare con patente italiana solo un anno, poi… O ti prendi la loro o smetti di guidare. E i dottori locali non sono tenuti ad informare nessuno su niente, solo tramite richiesta polizia o governativa per investigazione (quindi dopo che un crimine o fatto è già stato compiuto).

    Numero due, i giornali inglesi che leggi tu… Non so. Quelli che leggo io qui non hanno mai pontificato sulla Germania, anzi… Riguardo al soggetto del post di Simona, si sono tenuti su titoli certo meno ‘schifosi’ di quelli italiani.
    Buona giornata.

    Rispondi

  • Vittoria

    |

    “Sui cieli europei un pilota su tre si è addormentato almeno una volta ai comandi e quattro capitani tedeschi su cinque rivelano di aver compiuto errori per troppa stanchezza. Il domenicale Bild am Sonntag (BamS) rivela gli allarmanti risultati di uno studio compiuto dalla «European Cockpit Association» (Eca), l’associazione europea dei piloti, che ha interrogato 6mila comandanti d’aereo del Vecchio Continente. Ne è risultato un quadro piuttosto allarmante, con il 92% dei piloti tedeschi che affermano di aver guidato un aereo anche se erano troppo stanchi per farlo.

    LA TESTIMONIANZA – Nel maggio scorso un velivolo era stato costretto ad atterrare in emergenza a Monaco di Baviera, poiché entrambi i piloti erano stremati dalla fatica. Un pilota tedesco racconta alla BamS l’esperienza vissuta in prima persona tre anni fa durante un atterraggio nella capitale bavarese. «Stavo atterrando con un Airbus A319 proveniente dalla Spagna e per me era il quarto volo della giornata con 15 ore di servizio alle spalle», confessa il comandante. «Avevo 156 persone a bordo ed all’improvviso ebbi uno spavento», dichiara il comandante tedesco, «quando il mio copilota mi chiese, chiaramente non per la prima volta, di aprire in fase di atterraggio l’ipersostentatore (flap). Avevo perso l’orientamento e mi ero addormentato per un attimo».
    dal sito della Soc. It. di Psichiatria e Psicologia Aeronautica e Spaziale Sippas.org

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  • Giovanni

    |

    Capisco la tua reazione scandalizzata per la faciloneria di alcuni giornali. Detto questo è inutile negarlo, le compagnie aeree e in particolare quelle low cost costringono il personale di bordo a turni massacranti, chi è già un po fragile salta. Poi il caso specifico, anche qui è inutile negare la realtà, in certi paesi si educano i bambini a non correre, non piangere, non ridere, non gridare, non saltare, non essere bambini. Il risultato sono adulti emozionalmente mutilati, lo vedo molto bene in Belgio, paese dove abito, dove le depressioni e i disturbi mentali in genere sono enormemente più comuni fra i fiamminghi “educati alla tedesca” rispetto ai francofoni “più latini”. La Lufthansa si è comportata come ci si comporta in un paese dove tutto deve essere pulito e perfetto, hanno scopato la polvere sotto il tappeto perché gli era troppo difficile ammettere che continuavano a mettere aerei e passeggeri in mano ad uno spostato.

    Rispondi

    • Simona Luddeni

      |

      Ciao Giovanni! Io sinceramente in questa parte della Germania non vedo restrizioni… i bambini corrono, giocano, piangono, ridono…ma la differenza educativa sta nel fatto che non sconfinano nella maleducazione. Anzi vengono portati all´aria aperta molto piú dei “nostri”… io personalmente ho un bimbo di 2 mesi e la mia ostetrica come prima cosa mi ha detto di portarlo minimo 2 volte al giorno fuori e di continuare a farlo anche in etá avanzata. Le tagesmutter ovvero le mamme di giorno/ tate… li portano fuori a giocare e anche negli asili è così…cosa che ad esempio a casa mia ad Aosta non ho mai visto. Al limite all´asilo ci mettevano nel cortiletto, ma non ci portavano due volte al giorno ai giardinetti o a camminare. Poi non so se le cose sono cambiate. Lo spero vivamente per i bimbi.
      Io non so cosa puó scatenare uno stato mentale del genere, ma non penso proprio che sia legato al tuo discorso.
      Monaco qui è capitale di suicidi e di pazzoidi. Aosta in Italia ha il primato dei suicidi, eppure i bambini vengono educati all´italiana e diventano adulti suicidi. Ragazzi di 19/20/23 anni che si impiccano o si buttano sotto ad un treno…emozionalmente mutilati come i colleghi tedeschi???
      Secondo me è un discorso molto piú ampio e non riconducibile alla sola educazione.

      Rispondi

  • Simona Luddeni

    |

    Dimenticavo, un altra mia esperienza che non corrisponde alla mutilazione emotiva di cui parli è questa:
    Ho un bimbo di 2 mesi e mezzo e qui mi hanno insegnato a leggere le sue emozioni quando piangeva, mentre in Italia risolvono tutto con “sono coliche”… qui mi hanno insegnato cos´è il magone infantile e a riconoscerlo… risultato? Io non ho mai fatto notti in bianco grazie ai consigli che mi hanno dato per leggere le sue emozioni e rispettarle… in Italia quando sono andata mi guardavano come un´aliena perchè non risolvevo la cosa come “colica” e non lo imbottivo di goccine e porcherie…giá perchè nei paesi ad educazione latina i neonati non possono avere emozioni! Quindi? Dove sta esattamente la mutilazione emotiva? Scusa Giovanni, ma risolvere il problema con una generalizzazione grossolana non mi pare il caso… poi che i fiamminghi abbiano problemi sarà anche per altri motivi… come i Monacensi che ogni 2*3 si buttano sotto una metro… idem per i valdostani!

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